![]() |
|||||||||||||
CASO CONTRO
JUNE DIMAGGIO NEI MASSMEDIA
E
LA COLLEZIONE MARILYN MONROE DI ROBERT OTTO
di Mark Bellinghaus
Marilyn Monroe morì nel 1962. Il primo sospetto di omicidio e cospirazione comparve meno di due anni dopo, ma lo sfruttamento cominciò quasi immediatamente e prosegue tutt’oggi. Sul mercato è presente un ingente quantitativo di merchandising approvato dalla CMG Worldwide: bambole, piatti, statuette, vino, gioielli, carte da gioco, ecc… Questi articoli costituiscono almeno il 75% degli oggetti esposti sulla nave da crociera Queen Mary a Long Beach. L’intera memorabilia è acquistabile dovunque e molto facilmente per pochi dollari su eBay.
Diverse aste bona fide hanno offerto oggetti documentati indossati o posseduti da Marilyn Monroe, il più celebre il vestito da sera di “Happy Birthday” battuto all’asta per $1,267,500 nel 1999 all’asta di Christie’s (che incassò in totale 13.4 milioni di dollari).
E’ proprio perché Marilyn posò per così tante foto…concesse numerose interviste…fece innumerevoli telefonate…e scrissero così tanto di lei, che siamo ora a conoscenza di tutte le sue preferenze, dei suoi amanti e amici, dei suoi sogni, dei suoi incubi. Non dobbiamo cercare di indovinare i suoi gusti personali: tutto è documentato. Ci ha detto tutto lei. Essendo così tanta sua vita nelle mani dei collezionisti, negli archivi e nei musei, possiamo leggere le lettere che lei scrisse, possiamo guardare la sua agenda telefonica e capire chi erano i suoi amici. Sappiamo che ha fatto shopping allo Jax perché abbiamo i vestiti che ha comprato (con l’etichetta ancora integra). Possiamo ammirare le sue foto col vestito acquistato. E abbiamo gli assegni annullati coi quali ha pagato.
La mostra sulla Queen Mary è presentata come la “più grande collezione privata di oggetti di Marilyn Monroe mai allestita”. Proprietà di Robert Otto, presidente delle Mostre di Marilyn Monroe che determina il valore di tale collezione a 10 milioni di dollari. Secondo la mia opinione, quel valore non supera i 25.000 dollari! E’ stato annunciato che la suddetta mostra, costituita, a mio parere, dal 98,9% da materiale falso, sarà esposta in tutto il mondo per i prossimi 12 anni. Attualmente si paga 22,95 $ a testa per l’esposizione sulla Queen Mary a Long Beach, California. Abbiamo testimonianze che il Sig. Otto non è a conoscenza della vita e carriera di Marilyn Monroe, tuttavia è stato presentato dalla CMG Worldwide sul sito ufficiale di Marilyn Monroe come “un rinomato collezionista di fama internazionale ed esperto storico della più famosa icona e tesoro americano, Marilyn Monroe”! Ha inoltre acquistato molti articoli su eBay da venditori discutibili utilizzando il nickname “Pinkdoodledandy”, sul quale l’FBI sta investigando.
Solo pochi oggetti (da 8 a 10) “detenuti personalmente” da Marilyn esposti sulla Queen Mary possono essere documentati. I rimanenti non sono sicuramente autentici. Una delle maggiori attrazioni del Sig. Otto è una borsa con bigodini prodotta da Clairol. Nelle mie ricerche ho scoperto tuttavia che questo specifico modello non è stato prodotto prima del 1974! Otto sostiene che i capelli attaccati ai bigodini appartengono a Marilyn Monroe, ma com’è possibile se i bigodini sono stati creati 12 anni dopo la sua scomparsa?! La maggior parte degli articoli esposti hanno uno stile troppo sfarzoso mai visto su Marilyn.
Il 90% degli oggetti personali esposti nella mostra sono presentati come provenienti da June DiMaggio, che si identifica come la nipote di Joe DiMaggio e amica intima di Marilyn Monroe. (June sostiene che sua madre Lee , una delle migliori amiche di Marilyn, era al telefono con Marilyn la notte che scomparve e che sa chi l’ha uccisa, ma non lo dirà mai.)
Anna Strasberg, proprietaria e capo della Tenuta di Marilyn Monroe, non ha più salvaguardato la collezione quando nel novembre del 1999 ha ceduto e venduto gli effetti personali di Marilyn, che dopo la sua scomparsa sono stati conservati per quasi 4 decenni a New York City, nella più grande e pubblicizzata asta della storia dell’umanità a Christie’s New York. Robert Otto era presente a quell’asta accompagnato da Mark Roesler. Otto non comprò nessun’oggetto all’asta di Christie del 1999.
Mi sembra ovvio che la collezione Otto sta cercando di spacciare come autentici molti oggetti come quelli venduti nell’asta suddetta. Posso indicare con esattezza gli errori compiuti nella creazione di quegli articoli evidenti ad un’ occhio esperto. Inoltre, non capisco il motivo per cui la Sig.ra Strasberg abbia dato la sua approvazione a questa mostra, lavorando fianco a fianco con la potente CMG Worldwide e Mark Roesler, Presidente e capo della CMG. (Casualmente, la CMG Worldwide rappresenta anche la Tenuta di Joe DiMaggio). Ciò nonostante la Sig. ra Strasberg è rimasta in ombra (non si è presentata all’inaugurazione della mostra) e permette a Roesler di presentare ondine interviste di Otto e June DiMaggio sul suo sito web e promuove la mostra con link alle pagine dell’allestimento sulla pagina principale del sito ufficiale di Marilyn Monroe (www.marilynmonroe.com). Un vero affare basato sulla promozione senza prezzo e sul sostegno della collezione del Sig. Otto!
La storia di June DiMaggio sarà pubblicata in versione integrale sul suo libro Marilyn, Joe and Me, come comunicato a Mary Jane Popp (un ex-attrice, presentatrice radiofonica e commerciale). Questo duo sta cercando di pubblicare le loro dichiarazioni in forma di libro già da qualche tempo. Precedentemente il libro doveva essere intitolato: There Is Another DiMaggio -- Telling It Like It Was, e la pubblicazione era prevista per inizio 2005. Robert Otto è coinvolto in questo progetto.
JUNE DIMAGGIO NON E’ CHI DICE DI ESSERE • Non presenta alcun dettaglio, foto, prove o documentazione di alcun tipo. • Sin dall’asta di Christie’s del 1999 sono state vendute quattro diverse rubriche telefoniche e agende appartenute a Marilyn Monroe. Ho contattato i due proprietari di questi documenti importanti e pregato loro di cercare “June DiMaggio” o un “Lee DiMaggio” nelle agende, ma senza alcun risultato. Joe DiMaggio e Joe Jr. (suo figlio) sono invece presenti in tutte le rubriche! • Dalla sua scomparsa sono stati stampati più libri su Marilyn Monroe – centinaia!- che su ogni altra personalità del giorno d’oggi. June non è menzionata in alcuna opera. Né tantomeno su qualsivoglia libro su Joe DiMaggio.
• June DiMaggio sostiene di essere stata al matrimonio di Marilyn e Joe, presso il comune di San Francisco. Un articolo su The Chronicle descrisse il matrimonio ed elencò “il gruppo ristretto all’interno della camera dei giudici”: Frank (Lefty) O’Doul (ex manager di Seals, e sua moglie, e il fratello di DiMaggio Tom e sua moglie Lee. Questo racconto è la prova dell’esistenza di Lee DiMaggio…e della menzogna di June.
• June DiMaggio sostiene di essere stata al funerale di Marilyn – una cerimonia che escluse molte delle più grandi star di Hollywood, perché Joe DiMaggio limitò il numero dei partecipanti a 30: i migliori amici di Marilyn e la sua famiglia. I 30 partecipanti al funerale sono elencati e identificati in numerosi libri (incluso The Ultimate Marilyn) e ritratti in numerose foto, incluse quelle fatte dal fotografo di Life, Leigh Weiner e il freelance Gene Anthony.
• Nel suo racconto su Playboy di dicembre 2005, June afferma di essere salita sulla limousine con Joe DiMaggio e Joe Jr. Ci sono foto del padre e del figlio seduti in limousine e in seguito partecipanti alla piccola processione. June non è presente.
• Abbiamo la testimonianza di Allan Abbot, direttore del funerale che fu chiamato ad assistere l’impresario delle pompe funebri per il funerale di Marilyn e che portò anche la bara di Marilyn. Su ordine di Joe DiMaggio, Allan Abbot era all’ingresso della cappella per controllare i nomi degli invitati e distribuire il memoriale. Allan Abbot giura che June DiMaggio non era sulla lista degli invitati e che non era presente alla cerimonia.
• Quando un mio amico giornalista approcciò June DiMaggio e le chiese foto confermò di non averne alcuna. Marilyn Monroe è famosa per aver posato per foto con chiunque: bambini, stranieri, poliziotti, passanti, sempre con un sorriso amichevole. E’ poco credibile che June DiMaggio non abbia nemmeno una foto con il suo famoso zio.
• June ha raccontato la sua versione dell’ultimo giorno di Marilyn su Playboy e su vari programmi di news. Sostiene che Marilyn la chiamò e le chiese una pizza alle acciughe e June la preparò per lei. Ma sappiamo che dall’autopsia pubblicata, Marilyn non mangiò nulla quel giorno.
• Ancora più improbabile, June sostiene di essere andata la mattina presto del giorno dopo a casa di Marilyn per chiederle il suo piatto della pizza, entrando in casa con la sua chiave. Ma i rapporti della polizia e le foto raccontano un'altra storia. La casa era la scena del delitto: dopo aver rimosso il corpo la casa era stata sigillata. Nessuno avrebbe potuto entrare. • E non ci sarebbero stati poliziotti, giornalisti, curiosi, vicini e fotografi?
Ancora più schiacciante:
• Abbiamo rintracciato Dom DiMaggio, l’ultimo superstite della grande famiglia. Sostiene di non sapere da dove provenga June DiMaggio, e ha nuovamente affermato che lei non è la figlia di suo fratello. Concludendo, possiamo provare che “MARILYN MONROE: THE EXHIBIT” tragga profitti da una falsa rappresentazione, in base al California Business & Prof Code, Sezione 17200, UCL CLAIM Unfair Competition Law. Questa mostra deve essere chiusa immediatamente.
Mark Bellinghaus 21 dicembre 2005
Mark Bellinghaus possiede la più ampia ed importante collezione di Marilyn Monroe, che include costumi cinematografici, abiti personali, gioielli, trucchi, libri, documenti, autografi, assegni annullati e altri oggetti personali. Detiene la maggior parte dell’arredamento messicano della casa di Marilyn a Brentwood, compresi cinque dipinti. Tutti gli articoli sono debitamente certificati. E’ considerato un grande esperto di Marilyn Monroe ed è stato incaricato da Christie’s, Sotheby’s e altri grandi case d’asta di autenticare gli oggetti di Marilyn venduti all’asta. Contemporaneamente prende parte attivamente a eBay, avvertendo i collezionisti che oltre l’80% degli oggetti di Marilyn all’asta sono falsi.
Materiale aggiuntivo per questo articolo è stato offerto da Ernest Cunningham, autore de The Ultimate Marilyn, ed Erik Marsters, investigatore e ricercatore.
|